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domenica, 27 gennaio 2008
SCRITTO A MATITA NEL VAGONE SIGILLATO
di Dan Pagis
Qui in questo trasporto
io Eva
con mio figlio Abele
se vedete mio figlio, il più grande,
Caino, figlio di Adamo
ditegli che io...
Dan Pagis (1936 – 1986), nasce in Romania e giunge in Israele ancora bambino, nel 1946. La sua famiglia fu sterminata dai nazisti. Ha insegnato Letteratura Ebraica Medioevale all’Università Ebraica di Gerusalemme. La poesia qui presentata è incisa sul monumento che accoglie i visitatori di Belzec (traduzione italiana di Sarah Kaminski e Maria Teresa Milano)
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Taebi
Io mi ricordo
I remember
Je me souviens
Yo me acuerdo
Ich erinnere mich
www.bodhidharma.it
sabato, 26 gennaio 2008

Riflettendo...
La Riflessione
Rinascita: chi muore?
Chi muore?
Nessuno in realtà,
poiché vi è rinascita.
All’infuori della libertà da nascita e morte,
ciò che importa maggiormente,
è assicurarsi una migliore rinascita.
Una migliore “rinascita” può già aver luogo in questa vita,
quando diventate più amorevoli e saggi,
cosa che vi aiuta pure a realizzare una migliore vita futura.
Maestro Shian
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Senza "io" e senza "mio"
nell'interessere sai chi sei:
contenitore di compassione ed amorevolezza,
apri le braccia - qui ed ora - alla consapevolezza
che vita e la morte non esistono in modo separato
se oggi porgi al futuro il tuo impegno.
Quel che è stato e quel che sarà,
lo puoi sciogliere e lo costruisci
con responsabilità se sai seminare adesso.
Poetyca
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L'insegnamento
Tutto ciò che c’è da fare
Se iniziate a pensarlo,
immediatamente commettete un errore.
La mente una è il Buddha,
non vi è distinzione tra il Buddha e gli esseri ordinari,
eccetto il fatto che gli esseri ordinari sono attaccati alle forme,
perciò cercano il Buddha fuori da sé stessi.
Proprio a causa di questo cercare esternamente, lo perdono,
in quanto usano il Buddha per cercare il Buddha,
la mente per cercare la mente.
Non sanno che tutto ciò che c’è da fare,
è porre fine al pensiero concettuale
ed il Buddha si manifesterà con chiarezza.
Maestro Huang-po
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Nella gentilezza amorevole
sono le tracce del percorso:
Accogliere dentro di sè
l'essenza delle cose
seguendo la via che non usa parole,
non usa linguaggio e spiegazione.
Saper essere nella corrente
del Dharma dove l'armonia
è nell'entrare in quel che è:
realtà da vivere e da conoscere
oltre tutte le forme
e le apparenze del mondo esteriore
senza quella spinta a reagire
che annulla la giusta azione
Lasciare andare ogni attaccamento
ed espandersi oltre il dualismo
per trovare in sè il buddha risvegliato
che ci pone in interessere
ed essere presenti con rettitudine in ogni luogo,
per risplendere in amorevolezza e compassione
Poetyca
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26.01.2008 Poetyca
testi tratti da: http://www.bodhidharma.it
sabato, 19 gennaio 2008

Riflettendo...
La Riflessione
Cambiando l’acqua ad un fiore
L’acqua mantiene fresco il fiore.
Il fiore ed io siamo uno.
Quando il fiore respira, io respiro.
Quando il fiore sorride, io sorrido.
Maestro Thich Nhat Hanh
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Offerta di cure,
con amorevolezza e compassione
è dare alimento alla vera natura
che non è separativa ma conduce
con la consapevolezza dell'interessere
alla conoscenza che in ogni manifestazione
dei fenomeni anche noi intersiamo.
Poetyca
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L'insegnamento
I Quattro Affidamenti
Fate affidamento sul messaggio del Maestro, non sulla sua personalità.
Fate affidamento sul significato, non semplicemente sulle parole.
Fate affidamento sul significato reale e profondo, non su sensi dubbi o casuali.
Fate affidamento sulla vostra mente di saggezza, non sulla vostra mente ordinaria e giudicante.
Signore Buddha
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Affidarsi è saper lasciare i remi
perchè la corrente ci conduca
dove dobbiamo essere:
senza timore si accoglie la via
senza giudizio si abbandonano le paure
senza ricerca si trova l'essenza
perchè tutto in noi sia il contenitore vuoto
che accoglie il contenuto e ne sappia
preservare l'essenza.
Affidarsi è ascoltare la vera natura
che nel dharmakaya manifesta quel che è
dove il retto agire nasce dal retto ascolto.
Nel Dharma l'origine di ogni equilibrio
per saper dare saggezza al proprio sentire
ed essere oscillante flusso della ricerca.
Poetyca
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19.01.2008 Poetyca
testi tratti da:http://www.bodhidharma.it
sabato, 12 gennaio 2008

Riflettendo...
La Riflessione
Molti sentieri diversi si dipartono
dai piedi della montagna.
Ma giunti che siamo alla vetta,
noi tutti contempliamo
l’unica luna splendente.
Maestro Ikkyu
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Unica meta,
seppure da diverse vie,
come unico fiume
al quale si versano gli affluenti.
Unico mare dove si tuffano
innumerevoli gocce di pioggia
che nel lungo viaggio ritrovano
la loro sempre immanente origine.
Dono ed offerta per aver ritrovato
l'unico senso nel respiro e nel tempo
che spezza la catena dell'apparenza
e si manifesta nel risalire la corrente.
Poetyca
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L'insegnamento
Pensieri ed emozioni
Alle volte la gente pensa che quando si medita
non dovrebbero assolutamente manifestarsi né pensieri né emozioni;
e quando, invece, pensieri ed emozioni si manifestano ugualmente,
questi praticanti si arrabbiano e si esasperano con loro stessi,
pensando di aver fallito nella pratica.
Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità.
C’è un detto tibetano che recita in questo modo:
“E’ un ordine inverosimile chiedere carne senza osso e tè senza foglie”.
Fino a quando avrete una mente,
avrete sempre pensieri ed emozioni.
Sogyal Rinpoche
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Tutto si manifesta
come deve essere,
siamo noi,senza aspettative
a dover accogliere,
senza attaccamento e giudizio
quel che appare, si fa osservare
e con semplicità scompare.
Non serve trattenere,
volere un irreale percorso,
attendersi di colpire un bersaglio,
tutto va lasciato andare,
senza meta e traguardo,
poiché nessuna gara è in atto:
accogliendo noi stessi,
semplicemente si accoglie
la realtà per come essa è.
Poetyca
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12.01.2008 Poetyca
Testi tratti da:http://www.bodhidharma.it
sabato, 05 gennaio 2008

Riflettendo...
Recidere un Fiore
Posso recidere il tuo gambo, piccolo fiore,
regalo della Terra e del Cielo?
Grazie, caro Bodhisattva,
per rendere la vita così meravigliosa.
Maestro Thich Nhat Hanh
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La bellezza non si possiede,
rispettarne la grazia
è accorgersi del suo valore.
L'umiltà riconosce
solo in altri la presenza
di quel cuore che accoglie
ed accresce tale fortuna.
Poetyca
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L'insegnamento
La Chiave
Il Buddha comprese che l’ignoranza della nostra vera natura
è la radice di tutti i tormenti del samsara
e che la radice dell’ignoranza stessa
è l’abituale tendenza della mente alla distrazione.
Porre termine alla distrazione della mente,
significherebbe estinguere lo stesso samsara.
La chiave per realizzare ciò, Egli comprese,
è riportare la mente a dimorare nella sua vera natura,
mediante la pratica della meditazione.
Sogyal Rinpoche
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Fermati ed ascolta
senza deviare, senza distrarti
dal tuo percorso
ed immergiti, senza giudizio
nell'attimo che vivi.
Tutto è nella realtà
osservata ed accolta
per come essa è,
nella porta aperta
verso la vera comprensione,
senza separazione alcuna.
Poetyca
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05.01.2008 Poetyca
testi tratti da: http://www.bodhidharma.it
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