Il Blog del Fiore di Bodhidharma

   Il Fiore di Bodhidharma vi informa


Il Fiore di Bodhidharma si rivolge ad un “Sangha fluttuante” fatto di persone che scelgono di prendere da esso liberamente spunto ed ispirazione, senza sentirsi legate formalmente ad una scuola, augurandosi che poi pratichino una reale condivisione di ciò che hanno assimilato, nelle relazioni con gli amici, con la famiglia o la comunità cui decidono liberamente di appartenere.


Il fiore di Bodhidharma


lunedì, 31 marzo 2008
 

Il Dalai Lama definito "Politicastro" dal Governo cinese

BEIJING, 31 Mar. (EUROPA PRESS) 


 El Gobierno chino volvió a arremeter hoy duramente contra el Dalai Lama, al que calificó de "politicastro", pidiéndole que si realmente quiere ser un "simple monje" deje de viajar por todo el mundo y, sobre todo, "de hacer política y de engañar" a la opinión pública occidental.

Che tradotto significa che il Governo cinese dà del "Politicastro" al Dalai Lama e gli chiede di essere un semplice monaco e di smettere di viaggiare per tutto il mondo.

E soprattutto di smettere di fare politica, ingannando l'opinione pubblica occidentale.

E resto ancora senza parole!

Taebi - Il Fiore di Bodhidharma

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sabato, 29 marzo 2008
 

Riflettendo...

La Riflessione

Approfondendo e praticando il Dharma con abilità, così mediterete:

Il mio corpo fisico, composto dai quattro elementi,
è ovviamente nato dai miei genitori.

Giunto che sia un certo tempo imprecisato, sicuramente si decomporrà.
Qual'era, dunque, il mio volto originale, prima che nascessero i miei genitori?

Maestro T’aego

 
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Tutto è impermanente,
il tuo esistere non è la forma:
nel qui ed ora la tua essenza,
per conoscere oltre quel che appare.

Poetyca


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L'insegnamento
 

Lo spreco

Fino alla vecchiaia hai seguito gli oggetti,
senza mai voltarti a guardarti dentro.

Il tempo scivola via;
hai sprecato mesi ed anni.


Maestro Kuei-Shan (771-854)


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Nella retta attenzione
sia lo sforzo per compredere:
il vuoto  tutto contiene,
nella consapevolezza dell'interessere
raccogli il frutto che non muta
come fa tempo nelle sue stagioni.

Poetyca

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29.03.2008 Poetyca


Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it
 

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riflettendo
 

IL DALAI LAMA CHIEDE AIUTO ALLA COMUNITA' INTERNAZIONALE

NEW DELHI

Il Dalai Lama ha chiesto da New Delhi "l'aiuto" della comunità internazionale per risolvere la crisi del Tibet. In precedenza il capo spirituale dei buddhisti tibetani aveva pregato per le vittime degli scontri insieme ai rappresentanti di altre religioni in una cerimonia organizzata nella capitale indiana sul luogo della cremazione del Mahatma Gandhi. In una conferenza stampa il Dalai Lama ha detto che il suo popolo "non ha alcun potere salvo la giustizià, la verità, la sincerità ... E' per questo che chiedo alla comunità internazionale di aiutarci".

http://www.ansa.it


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venerdì, 21 marzo 2008
 

Riflettendo...


La Riflessione

Fino a che siete soggetti
a vivere incatenati alla forza dell'abitudine,
non sarete liberi dal fardello del corpo.

Kuei-Shan (771-854)

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Seguire istinti, richieste
che ci conducano a soddisfare
ogni segnale corporeo,senza discernimento,
è non saperne superare il limite,
non saper fare della nostra volontà
il percorso che possa liberarci
dal potere che esso esercita su di noi.

Seguire un percorso
che conduca alla consapevolezza
di altre qualità, è il pilastro
del non attaccamento, dell'ascolto profondo
che sprigiona la via che liberi dalla sofferenza.

Lontani dalla paura, dalla malattia e  dalla morte,
perchè si alimenta la capacità
di vedere oltre i limiti del corpo.

Poetyca

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L'insegnamento 

Come il cielo

La natura della mente è lo sfondo dell'insieme di vita e morte, come il cielo
che comprende l'intero universo nel suo abbraccio.


Sogyal Rinpoche


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Abbracciare la realtà,
così come essa è,
delinea il passo che svela
ogni possibile illusione,
è consapevolezza che abbatte
tutte le costruzioni della mente:
tutto si lega e si rincorre
ed è contenuto in un alternarsi
di luce ed ombra che non separa
ma accoglie in unità ogni cosa.

Poetyca

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21.03.2008 Poetyca

Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it


 


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riflettendo


mercoledì, 19 marzo 2008
 

Testimonianze drammatiche

Riceviamo e inoltriamo:

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Taebi

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"Non c'è bisogno di templi, non c'è bisogno di una filosofia complicata. La nostra mente e il nostro cuore sono il nostro tempio - la mia filosofia è bontà."

Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama


dal sito dell'Associazione Italia-Tibet

19 marzo 2008- Pubblichiamo oggi una drammatica testimonianza che ci è giunta dal Nepal.

"Un nuovo ed orrendo genocidio sta avvenendo in Tibet in questi giorni. I mezzi di informazione non sanno, o non vogliono sapere, o hanno paura di sbilanciarsi, quello che sta accadendo realmente a Lhasa ed in tutto il Tibet. Quando parlano di circa 80 morti, o se citano le fonti cinesi parlano di 10 morti (!), non hanno idea di quanto siano lontani dalla realta'. Ora noi siamo a Kathmandu, Nepal; ieri, domenica 16 marzo, un nostro amico Tibetano e' riuscito a parlare con suo fratello a Lhasa. Il fratello gli ha detto di aver assistito personalmente ad uno dei tanti massacri:

UNA FOLLA DI CIRCA 300-400 TIBETANI E' STATA CIRCONDATA DALL'ESERCITO IN UN'AREA DIETRO IL POTALA ( L'ANTICA RESIDENZA DEL DALAI LAMA A LHASA), E LUI LI HA VISTI MASSACRARE TUTTI A MITRAGLIATE!!!

Se questo e' un episodio, (che non sapremo mai dai media), quanti altri ne stanno accadendo in tutto il Tibet? Cio' che viene riferito dai media e' solo una frazione della realta', e' sempre cosi. In Tibet si sta nuovamente consumando il tentativo di far tacere per sempre un popolo innocente, un popolo che non ha altro scopo che coltivare il proprio intento spirituale. Una cultura unicamente devota alla Saggezza, a che ritiene la Compassione il potere piu' grande e definitivo.

Tutto cio' e' percepito dal governo cinese, nella sua follia di potere e dominio, nella sua ottusita' cieca e senza senso, come una grande minaccia. Per questo non hanno esitato, e non esiteranno, a farli tacere e distruggerli in ogni modo. Vi prego di aiutare il Tibet con ogni mezzo, e di far sapere con tutto lo sforzo possibile da ognuno di noi, cio' che sta realmente accadendo. Kathmandu, 17 marzo."

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MANIFESTAZIONI IN ITALIA

Milano - Giovedì ore 16.30 manifestazione in piazza della Scala

Roma - mercoledì 19 ore 16.30 manifestazione in Campo dei Fiori

Verona - Mercoledì 19 Piazza Brà ore 18

Torino - Mercoledì 19 marzo, dalle ore 21 alle 23 Presidio silenzioso Piazza San Carlo, .

Padova - Giovedì 20 sit in dalle 19 alle 20 Palazzo Moroni, via del Municipio 1

Cremona - Sabato 22 marzo dalle 19 alle 23, in piazza Stradivari una "Veglia per il Tibet"

per saperne di più:


Associazione Italia-Tibet
http://www.italiatibet.org

Free Tibet Campagne


http://www.freetibet.org

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Ancora la "cricca"

Sempre meglio:

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"LOTTA PER VITA O MORTE" CONTRO IL DALAI LAMA

La Cina è impegnata in quella che chiama "una lotta per la vita o la morte" col Dalai Lama.
Lo ha detto il segretario del Partito Comunista del Tibet, Zhang Qingli parlando in una teleconferenza di dirigenti del Partito.

"Siamo nel mezzo di una fiera lotta che comporta fuoco e sangue, una lotta per la vita o per la morte con la cricca del Dalai Lama", ha sostenuto Zhang.

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La violenza e la menzogna generano sempre più sofferenza.

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Taebi

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martedì, 18 marzo 2008
 

La cricca del Dalai Lama

Le notizie ufficiali in Cina accusano la temibile "cricca" del Dalai Lama (pericoloso criminale internazionale) di aver fomentato la rivolta in un Tibet reso prospero e felice dall'illuminato governo cinese.

Ricordiamo che il Dalai Lama è un Premio Nobel per la pace, mentre il Governo cinese non risulta sia mai stato tanto pacifico.

Famose, a questo proposito, le parole del Grande Mao: "I cinesi sono tanti e il Tibet ha tanto territorio, dunque...."

Voilà, ecco la tesi dello "spazio vitale" che torna alla ribalta.

Pratichiamo la compassione verso le vittime e verso i carnefici, soprattutto verso questi ultimi che ne hanno più bisogno.

 

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Taebi

 

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sabato, 15 marzo 2008
 

Sangue sul tetto del mondo

A pochi mesi dalle Olimpiadi di Pechino, il governo cinese in allerta sopprime con carri armati e soldati le richieste disperate dei giovani tibetani. La Cina raccoglie quello che ha seminato: in quasi 50 anni, non ha mai dato alcuna speranza alla popolazione del Tibet, ampliando invece il controllo e il genocidio.

Leggi tutto l'articolo su AsiaNews:

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=11780&size=A

 

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Taebi

 

 

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Lhasa sotto assedio

Lhasa è sotto il tiro dei carri armati.

La violenza è riesplosa contro i monaci indifesi e contro la popolazione di una delle regioni più pacifiche del pianeta.

Intanto i media si preparano, insieme alle organizzazioni sportive e ai politici di tutto il mondo, a glorificare i  Giochi Olimpici.

Non abbiamo parole.

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Taebi - Il Fiore di Bodhidharma

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100 morti in Tibet

PECHINO - Il giorno dopo i disordini nei quali sono morte un numero imprecisato di persone - dieci secondo le autorita' cinesi, 30 secondo il governo tibetano in esilio e ancora di piu' secondo testimonianze che non possono essere verificate - la situazione nella capitale del Tibet, Lhasa, e' ancora confusa. Una persona che vive non lontano dal Jokhang, il grande tempio nel centro della citta', ha affermato di aver sentito colpi di arma da fuoco. Un'altra ha detto di essersi affacciata su una strada centrale, una traversa di viale Pechino, e di averla vista ''piena di mezzi corazzati'' e che i soldati fermavano dei giovani tibetani.

Turisti stranieri descrivono una citta' fantasma, percorsa solo dai mezzi cingolati della polizia militare. Per il secondo giorno consecutivo, alcuni affermano di aver visto delle persone in borghese sparare dalle auto sui passati. I cinesi non escono per paura di essere attaccati dai tibetani, i tibetani per paura di essere arrestati dalle forze di sicurezza, che continuano a mantenere un rigido cordone sanitario intorno ai monasteri dai quali e' partita la rivolta, quelli di Drepung, Sera e di Ganden. La maggioranza dei turisti sono bloccati negli alberghi: e' il personale che li ferma, su ordine della polizia, che afferma che muoversi sarebbe ''rischioso'' ma alcuni sono partiti lo stesso, accompagnati da agenti di viaggio locali. Un gruppo di francesi e' arrivato nel pomeriggio a Chengdu, nella provincia del Sinchuan, quella dalla quale provengono la maggior parte degli immigrati cinesi in Tibet. ''Ho visto molta gente con la testa sanguinante e dappertutto c' erano ambulanze, dai carri armati e della polizia'', ha detto una di loro.

Un altro ha raccontato che le manifestazioni ci sono state per tutta la settimana ma che le violenze si sono verificate solo ieri quando ''sono arrivati i mezzi corazzati, si sono sentiti dei colpi di arma da fuoco, poi si e' alzato del fumo''. Gli italiani a Lhasa sono una decina - tre studenti, bloccati in un campus universitario, tre cooperanti e quattro turisti di Roma - e tutti sono al sicuro e in contatto con l'Ambasciata d'Italia a Pechino. Gli stranieri a Lhasa sono pochi, perche' sul Tetto del Mondo il freddo e' ancora intenso e la stagione turistica inizia in maggio.

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postato da bodhidharma | 14:48 | commenti
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