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domenica, 29 giugno 2008
La Riflessione
Qual è il significato del termine "illusione"?
Significa che i fenomeni non esistono indipendentemente da altri fenomeni,
che la loro apparente autonomia nel manifestarsi è illusoria.
Questo è ciò che si intende con "illusione",
non che qualcosa non è realmente là.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
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Ogni atto ha una conseguenza,
nulla è sganciato ed indipendente:
ogni anello costituisce la catena di eventi.
Illusorio è credere di non muovere
conseguenze da atti nocivi
per se stessi e per gli altri.
Illusorio è credere
di non poter generare
effetti benevoli da atti
amorevoli e compassionevoli.
Tutto è interdipendente
e si ricuce a quanto si sia compiuto
e a quanto si compie; come per un sassolino
che gettato tra le acque calme di un lago,
allarga cerchi di conseguenza alla forza
con il quale viene scagliato.
Poetyca
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L'insegnamento
Coscienza
La coscienza ha a che vedere con il cervello?
La nostra tendenza è vederla come uno stato mentale che dipende dal cervello.
Gli scienziati occidentali sostengono che la coscienza risiede nel cervello.
Ma più la esplorate con la presenza mentale e la comprensione,
più vi accorgete che il cervello, il sistema nervoso,
tutto il sistema psicofisico nel suo insieme,
sorgono nella coscienza e sono permeati di coscienza.
È per questo che possiamo essere consapevoli del corpo.
Riflettiamo sulle quattro posizioni (stare seduti, in piedi, camminare e giacere).
Quando siamo consapevoli dello star seduti così come le percepiamo adesso,
non ci limitiamo a qualcosa che è nel cervello, ma il corpo stesso è nella coscienza.
Siamo consapevoli dell'intero corpo nell'esperienza di stare seduti.
Ajahn Sumedho
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Avere coscienza di qualcosa
significa esserne consapevoli.
Porre l'attenzione alla nostra presenza,
alla porzione di spazio che occupiamo
e in che modo viene fatto.
Porsi in ascolto:
Sapersi allenare, allentando tutte le tensioni,
in quella condizione che ci ponga ad attraversare
il qui ed ora - sganciati da un prima e da un dopo -
è un modo per capire con quale atteggiamento
siamo veramente presenti.
Condizione ottimale è
il condursi alla presenza mentale
che ci mantiene attenti a quanto facciamo
e come lo facciamo, cercando consapevolezza,
con tutta l'attenzione possibile.
Poetyca
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29.06.2008 Poetyca
Testi tratti da http://www.bodhidharma.it
lunedì, 23 giugno 2008
L'insegnamento del Dharma e' una cosa preziosa,
colmera' il tuo cuore come una riugiada sottile.
Rendera' chiara la tua mente,
e profonda la tua visione.
Ravvivera' la tua comprensione,
accendera' la tua compassione.

domenica, 22 giugno 2008

I Quattordici Addestramenti alla Consapevolezza di Thich Nhat Hanh
Il Primo Addestramento: Apertura
Consapevoli della sofferenza creata dal fanatismo e dall'intolleranza, siamo determinati a non idolatrare e a non vincolarci a nessuna dottrina, teoria o ideologia, neppure a quelle buddhiste. Gli insegnamenti buddhisti sono guide che ci aiutano a imparare il guardare in profondità e a sviluppare comprensione e compassione. Non sono dottrine per cui combattere, uccidere o morire.
Il Secondo Addestramento: Non Attaccamento alle Opinioni
Consapevoli della sofferenza creata dall'attaccamento alle opinioni e alle percezioni erronee, siamo determinati a non avere una mente ristretta, legata alle opinioni attuali. Impareremo e praticheremo il non attaccamento alle opinioni, per essere aperti alla visione profonda e alle esperienze degli altri. Siamo consapevoli che la conoscenza del momento non è l'immutabile e assoluta verità. La verità si trova nella vita e noi osserveremo la vita dentro e intorno a noi in ogni momento, pronti a imparare da essa.
Il Terzo Addestramento: Libertà di Pensiero
Consapevoli della sofferenza che causiamo imponendo le nostre opinioni, ci impegniamo a non forzare gli altri, neppure i nostri figli, ad adottare le nostre opinioni con alcun mezzo: autorità, minacce, denaro, propaganda o indottrinamento. Rispetteremo il diritto degli altri di essere diversi e di scegliere in cosa credere e come decidere. Tuttavia, con il dialogo compassionevole, aiuteremo gli altri a rinunciare al fanatismo e alla ristrettezza mentale.
Il Quarto Addestramento: Consapevolezza della Sofferenza
Consapevoli che guardare in profondità la natura della sofferenza ci aiuta a sviluppare la compassione e a trovare modi per uscire dalla sofferenza, siamo determinati a non fuggire e a non chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza. Ci impegniamo a trovare modi, compresi contatti personali, immagini e suoni, per stare con coloro che soffrono, per capirne profondamente la situazione e aiutarli a trasformare la sofferenza in compassione, pace e gioia.
Il Quinto Addestramento: Vita Semplice e Sana
Consapevoli che la vera felicità si fonda sulla pace, la stabilità, la libertà e la compassione, siamo determinati a non porci come scopo della vita la fama, il profitto, il benessere o il piacere sensuale, a non accumulare ricchezza, mentre ci sono milioni di esseri che hanno fame e muoiono. Ci impegniamo a vivere con semplicità e a condividere tempo, energia e risorse materiali con chi ne ha bisogno. Praticheremo il consumo consapevole, non usando alcol, droghe o altri prodotti che introducano tossine in noi stessi, così come nel corpo e nella coscienza collettivi.
Il Sesto Addestramento: Prendersi Cura della Rabbia
Consapevoli che la rabbia blocca la comunicazione e crea sofferenza, siamo determinati a prenderci cura dell'energia della rabbia quando sorge e a riconoscerne e trasformarne i semi che giacciono nel profondo delle nostre coscienze. Quando sorge la rabbia, siamo determinati a non fare e a non dire nulla, praticando invece il respiro consapevole e la meditazione camminata, per riconoscere , abbracciare e guardare in profondità la rabbia. Impareremo a guardare con gli occhi della compassione coloro che pensiamo siano la causa della nostra rabbia.
Il Settimo Addestramento: Dimorare Felicemente nel Momento Presente
Consapevoli che la vita è disponibile solo nel momento presente e che è possibile vivere felicemente qui e ora, ci impegniamo ad addestrarci per vivere profondamente ogni momento della nostra vita quotidiana. Non ci faremo trasportare dai rimpianti del passato, dalle preoccupazioni per il futuro, o dall'avidità, dalla rabbia e dalla gelosia nel presente. Siamo determinati ad imparare l'arte del vivere consapevole, entrando in contatto con gli elementi meravigliosi, vitali e salutari che esistono in noi e intorno a noi, e nutrendo i semi di gioia, pace, amore e comprensione in noi stessi, per facilitare il lavoro di trasformazione e di guarigione della nostra coscienza.
L'Ottavo Addestramento: Comunità e Comunicazione
Consapevoli che la mancanza di comunicazione porta sempre divisione e sofferenza, ci impegniamo ad addestrarci nella pratica dell'ascolto compassionevole e della parola amorevole. Impareremo ad ascoltare in profondità, senza giudicare o reagire, e ci asterremo dal pronunciare parole che possano causare discordia o divisioni nella comunità. Faremo ogni sforzo per mantenere aperta la comunicazione e per ricomporre e risolvere tutti i conflitti, per quanto piccoli.
Il Nono Addestramento: Parola Veritiera e Amorevole
Consapevoli che le parole possono creare sofferenza o felicità, ci impegniamo a imparare a parlare in modo veritiero e costruttivo, usando solo parole che ispirino speranza e fiducia. Siamo determinati a non dire il falso per salvare interessi personali o per impressionare gli altri e a non pronunciare parole che causino divisione e odio. Non diffonderemo notizie di cui non siamo certi e non condanneremo cose di cui non siamo sicuri. Faremo del nostro meglio per denunciare situazioni di ingiustizia, anche quando ciò minacci la nostra incolumità.
Il Decimo Addestramento: Proteggere il Sangha
Consapevoli che l'essenza e lo scopo di un Sangha è la pratica della comprensione e della compassione, ci impegniamo a non usare la comunità buddhista per profitto personale e a non trasformare la nostra comunità in uno strumento politico. Tuttavia, una comunità spirituale dovrebbe prendere una chiara posizione contro l'oppressione e l'ingiustizia e dovrebbe lottare per cambiare la situazione, senza impegnarsi in conflitti di parte.
L'Undicesimo Addestramento: Retti Mezzi di Sostentamento
Consapevoli che l'ambiente e la società hanno subìto grandi violenze e ingiustizie, ci impegniamo a non vivere di una professione dannosa per gli esseri umani e per la natura. Faremo del nostro meglio per scegliere un mezzo di sostentamento che aiuti a realizzare il nostro ideale di comprensione e di compassione. Consapevoli dell'economia globale e della realtà politica e sociale, ci comporteremo in modo responsabile come consumatori e come cittadini, non investendo in aziende che privino gli altri della possibilità di vivere.
Il Dodicesimo Addestramento: Rispetto per la Vita
Consapevoli che molta sofferenza viene causata da guerre e conflitti, siamo determinati a coltivare la nonviolenza, la comprensione e la compassione nelle nostre vite quotidiane, per promuovere l'educazione alla pace, la mediazione consapevole e la riconciliazione nelle famiglie, nelle comunità, nelle nazioni e nel mondo. Siamo determinati a non uccidere e a non permettere che altri uccidano. Con il nostro Sangha praticheremo diligentemente il guardare in profondità, per scoprire modi migliori per proteggere la vita e prevenire la guerra.
Il Tredicesimo Addestramento: Generosità
Consapevoli della sofferenza causata da sfruttamento, ingiustizia sociale, furto e oppressione, ci impegniamo a coltivare la gentilezza amorevole e ad imparare modi per favorire il benessere di persone, animali, piante e minerali. Praticheremo la generosità, condividendo tempo, energie e risorse materiali con coloro che ne hanno bisogno. Siamo determinati a non rubare e a non possedere nulla che appartenga ad altri. Rispetteremo la proprietà altrui, ma cercheremo di impedire che altri traggano profitto dalla sofferenza umana e dalla sofferenza di altri esseri.
Il Quattordicesimo Addestramento: Retta Condotta
Consapevoli che le relazioni sessuali motivate dall'avidità non riescono a dissipare il sentimento di solitudine, ma creano maggior sofferenza, frustrazione e isolamento, siamo determinati a non intraprendere relazioni sessuali senza reciproca comprensione, amore e impegno a lungo termine. Nelle relazioni sessuali dobbiamo essere consapevoli della sofferenza che potremmo causare in futuro. Sappiamo che, per proteggere la felicità nostra e degli altri, dobbiamo rispettare i diritti e gli impegni nostri e degli altri. Faremo tutto quanto è in nostro potere per proteggere i bambini dagli abusi sessuali e per proteggere coppie e famiglie dalle rotture dovute a una condotta sessuale scorretta. Tratteremo il nostro corpo con rispetto e conserveremo le energie vitali (del sesso, del respiro e dello spirito) per la realizzazione del nostro ideale di bodhisattva. Saremo pienamente consapevoli della responsabilità di nuove vite e mediteremo sul mondo in cui intendiamo fare nascere nuovi esseri.

Thich Nhat Hanh
Monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace, è oggi insieme al Dalai Lama una delle figure più rappresentative del Buddhismo nel mondo.
Nato in Vietnam centrale nel 1926, ordinato monaco all’età di 16 anni, ha operato fin dalla sua giovinezza affinché il buddhismo portasse pace, riconciliazione e fratellanza nella società. Testimone delle devastazioni portate nel suo Paese dalla guerra, ha avuto chiara la percezione che il buddhismo non poteva rinchiudersi nei templi disinteressandosi delle vicende umane ma era chiamato ad agire con equanimità, compassione ed efficacia e portare alle persone aiuti concreti, insieme a insegnamenti e sostegno spirituale.
Nel 1964, durante la guerra in Vietnam, ha dato vita a uno dei movimenti di resistenza nonviolenta più significativi del secolo, i Piccoli Corpi di Pace: gruppi di laici e monaci che si recavano nelle campagne per creare scuole, ospedali e per ricostruire i villaggi bombardati, subendo attacchi da entrambi i contendenti, che li ritenevano alleati del proprio nemico.
Nel 1967, mentre si trovava negli Stati Uniti, è stato candidato al Nobel per la pace da Martin Luther King, che dopo averlo incontrato ha preso posizione pubblicamente contro la guerra in Vietnam. Due anni dopo, già costretto all’esilio, ha dato vita alla Delegazione di Pace Buddhista, che ha partecipato alle trattative di pace di Parigi. Dopo la firma degli accordi gli è stato rifiutato il permesso di rientrare nel suo Paese. Stabilitosi in Francia, nel 1982 ha fondato Plum Village, comunità di monaci e laici nei pressi di Bordeaux, nella quale tuttora vive e insegna l'arte di vivere in consapevolezza. Solo nel gennaio del 2005, dopo 39 anni di esilio, su invito ufficiale del governo vietnamita ha potuto far ritorno per tre mesi in Vietnam, accompagnato da un folto gruppo di monaci e laici, per un viaggio di riconciliazione e insegnamenti.
Conduce ogni anno in tutto il mondo ritiri sull’arte di vivere in consapevolezza, ai quali partecipano migliaia di persone. Ha guidato ritiri speciali per reduci americani della guerra nel Vietnam, per parlamentari statunitensi, per psicoterapeuti, per artisti, per attivisti ambientalisti e per gruppi di praticanti israeliani e palestinesi.
I suoi numerosi libri sono stati tradotti in molte lingue. Le edizioni italiane sono pubblicate da Ubaldini, Mondadori e Neri Pozza.
Maggiori informazioni su di lui e sulla sua comunità possono essere trovate su www.plumvillage.org (in inglese) e sul sito www.esserepace.org (in italiano).
sabato, 21 giugno 2008
In ognuno di noi c'è un fiume di percezioni, in flusso continuo giorno e notte. Meditare vuol dire sedere sulla riva di quel fiume e osservare tutte le percezioni.
Grazie all'energia della consapevolezza possiamo scoprire la natura delle nostre percezioni e sciogliere i nodi che ci legano alle percezioni errate.
Tutta la nostra sofferenza e' nelle nostre percezioni errate. Vi invito quindi a praticare il mantra:
"Sei sicuro?"
Thich Nhat Hanh


Riflettendo...
La Riflessione
Come le soffici piogge riempiono i torrenti,
affluiscono nei fiumi
e si incontrano negli oceani,
così abbondante possa la forza del tuo amore
fluire innanzi, ad ogni istante,
per risvegliare e curare tutti gli esseri.
Quelli presenti ora,
quelli già andati in passato,
quelli che ancora devono giungere.
Benedizione Tradizionale Buddhista
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Amorevolezza e compassione sono la forza viva
che abbraccia il sentiero che percorriamo,
a noi il retto sforzo per non alimentare attaccamento
e per offrire ad ogni essere l'accoglienza benevola
che accompagni verso la cura della sofferenza.
Poetyca
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L'insegnamento
Sono realmente onesto con me stesso?
Sono realmente onesto con me stesso?
E’ una buona domanda da farsi al momento giusto,
perché a noi in realtà non piace mai vederci nel nostro aspetto più negativo o ‘spiacevole’.
Ma in realtà vedere chiaramente non significa soltanto
accettare di avere una percezione più ‘onesta’ di se stessi,
si tratta piuttosto di vedere che tutte le percezioni del “sé”,
se ci si attacca e si crede ad esse,
distorcono la verità e creano solo maggiore illusione e dukkha.
Ajahn Jitindriya
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Quando saremo capaci di alimentare
a nostra attenzione alla consapevolezza
potremo anche scorgere un luogo particolare,
quello che avevamo sempre relegato ad un angolo
dimenticato di noi stessi.
E' un luogo che ci appartiene,
senza forma, senza tempo
e che si coltiva nel silenzio,
dentro la capacità di accogliere gemme,
vederle nascere e gioire delle piccole cose.
Un lussureggiante spazio che non è fuori ma in noi,
nella nostra armonia, una stanza segreta, senza pareti,
dove non c'è aspettativa e delusione,
dove non ci si attacca a nulla
ma si scorge in tutto una possibile fiammella che scaldi il Cuore.
Liberarsi è non credere alle apparenze,
a quello che ci è indicato come vero
da chi non sa neppure cosa siamo, cosa proviamo e in che modo
la nostra sensibilità si manifesti.
La lotta tra la nostra vera natura ed i condizionamenti esterni
inizia presto e si perde ogni ricchezza lungo il cammino.
A noi fare questo viaggio a ritroso ed in profondità,
per respirare con gioia ed attenzione il - qui ed ora -
dove mai nulla è perduto.
Quella luce è specchio di noi stessi:
- Come uno specchio risplende quando viene tolta la polvere,
così fai risplendere il tuo volto ed il tuo cuore
Dentro hai la Luce la devi solo cercare -
Soffia via la polvere e sii Luce,
sii semplicemente quel che sei
Poetyca
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21.06.2008 Poetyca
testi tratti da: http://www.bodhidharma.it
mercoledì, 18 giugno 2008
L’immigrazione, o più in generale la migrazione degli esseri umani, è oggi dovuta a due cause principali: le guerre e i cambiamenti climatici, con il loro carico di morte, violenza. miseria, fame e sete.
Sia le guerre che i cambiamenti climatici sono dovuti all’ignoranza, avidità e incuria umana.
Negare il diritto agli esseri umani di cercare sicurezza e sostentamento lontano da questi veleni, rappresenta un’ulteriore causa di sofferenze indicibili.
Iniziamo a nutrire la consapevolezza e la compassione dentro di noi da subito.
Non si può più rimandare. Se lo capiamo, per quanto piccoli e incerti saranno i nostri primi passi sulla Via, andranno comunque nella direzione giusta.

lunedì, 16 giugno 2008
E’ preoccupante che nella cosiddetta “civiltà dei consumi” non si sia sviluppata un’arte del consumare consapevolmente.
Anzi, si direbbe che la pressione del “mercato” sia diretta a diminuire il più possibile questa consapevolezza.
La pratica del Dharma, passa irrinunciabilmente attraverso la costruzione di un’arte del consumo consapevole. Un retto consumo è strettamente interconnesso con la qualità della coscienza.
_/|\_
Taebi
http://www.bodhidharma.it
domenica, 15 giugno 2008

Riflettendo...
La Riflessione
Quando la mente è calma e lo spirito in pace,
la comprensione è realizzata.
Non v’è più nulla da comprendere.
Chi può affermare che il regno del Tao è lontano da noi?
Com’è sereno!
Come l’origine di Cielo e Terra.
Ni Tsan (1301-1374)
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Non esiste dualismo,
non ha spazio la separazione
come una mente agitata ci proietta.
Tutto è racchiuso
in un respiro calmo,
nella pura attenzione
che lascia andare
attaccamento ed aspettativa.
Nel tao il senso profondo
di ogni cosa che ci pervade
e che si proietta nello spazio intorno.
Poetyca
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L'insegnamento
L'inizio del Sentiero
Quando il Buddha insegnò le quattro nobili verità,
disse che prendere rifugio nell’esistenza umana è un’esperienza insoddisfacente.
Se ci si attacca a questa struttura mortale, si soffrirà.
Non ottenere quello che si vuole è sofferenza
– con questo possiamo trovarci facilmente d’accordo –
Ricevere quello che non si vuole può anche essere doloroso.
Ma se ci inoltriamo un po’ di più lungo il cammino del Buddha,
anche ottenere ciò che vogliamo è sofferenza!
Questo è l’inizio del sentiero del risveglio.
Ajahn Sundara
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La brama, il possesso e l'aspettativa
sono veleni che inquinano il nostro andare.
La vera ricerca si confronta con la capacità
di non attendersi nulla,
di accogliere ogni cosa come dono.
Senza aspettative si comprende
che quel che ci accade
è adatto al nostro percorso.
Non sempre quel che appare beneficio
accorda il nostro bisogno
e se non vigiliamo diviene
attaccamento e veleno.
Poetyca
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15.06.2008 Poetyca
testi tratti da: http:www.bodhidharma.it
sabato, 07 giugno 2008

Riflettendo...
La Riflessione
Lascia che il tuo amore fluisca per tutto l’universo,
per tutta la sua altezza, profondità e ampiezza.
Un amore infinito, senza ombra di risentimento, né di ostilità.
Sutta Nipata
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Nulla mi appartiene e tutto è dono,
in reciprocità e scambio.
Germoglia il seme
in un terreno fertile
e colora il tempo
di petali ed aromi
che a nessuno appartengono.
Nell'amore è l'offerta di sè,
il passo incondizionato
che restituisce con gratitudine
quanto ricevuto dalla vita.
Non c'è recinto che trattenga
e s'espande karuna senza confine
mentre vibrante è la voce della mente/cuore
in un abbraccio che è interdipendenza.
Poetyca
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L'insegnamento
Benessere
Un essere umano è in grado di sperimentare un consistente senso di benessere e felicità,
indipendentemente dalle circostanze.
L'intenzione del Buddha non era fondare una religione
o radunare un vasto seguito di discepoli,
ma aiutare chi lo desiderasse, a realizzare il semplice obbiettivo del benessere.
Ajahn Sucitto
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Immersi nell'ascolto profondo
Si semina gentilezza amorevole
Abbracciando ogni essere
senza attaccamento ed aspettative
si offre il frutto della presenza paziente
che è amore compassionevole
e nell'interessere è il beneficio
che s'inchina alla liberazione dalla sofferenza.
Poetyca
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07.06.2008 Poetyca
domenica, 01 giugno 2008
Il messaggio più profondo di tutte le fedi è che siamo tutti fratelli e sorelle.
La pena di morte ci dice, "Eccetto lui, eccetto lei".
Sister Helen Prejean
(Autrice di "Dead man walking)
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