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lunedì, 11 maggio 2009
Non siate legati in modo dogmatico o ossessivo ad alcuna dottrina, teoria o ideologia, nemmeno a quelle buddhiste.
Tutti i sistemi di pensiero sono mezzi di orientamento, non sono verità assolute.
Maestro Thich Nhat Hanh
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mercoledì, 31 dicembre 2008
Con l’anno nuovo arrivano gli oroscopi nuovi.
Segno per segno, ecco tutto quello che c’è da sapere per i prossimi dodici mesi.
Purtroppo, molto spesso, anche chi afferma di cercare la consapevolezza e la saggezza, nutre questo tipo di illusione. Eppure basterebbe fermarsi un attimo e riflettere.
Il bisogno di superstizione è un antidepressivo, per cui spesso il problema è la depressione, l’insoddisfazione. Per noi buddhisti non è una novità che dukka (sofferenza, insoddisfazione) porti alla superstizione.
Il Buddhismo ci insegna a vedere le cose così come sono, e non attraverso il velo dell'illusione che noi stessi creiamo. Nel qui ed ora, nel rifugio della nostra mente-cuore, tutte le cose rivelano la loro vera natura.
Buon anno a tutti!
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martedì, 28 ottobre 2008
Il buddhismo impegnato è innanzi tutto il buddhismo praticato senza interruzione lungo tutto l'arco della giornata, vivendo in consapevolezza e concentrazione, anche quando cammini, guidi o cucini.
Buddhismo impegnato significa, inoltre, portare la pratica nell'ambiente sociale: nella famiglia, sul posto di lavoro, tra colleghi, a scuola, in ospedale, in consiglio comunale, al mercato, in parlamento, in prigione, in fabbrica, negli affari...
Questo modo di vivere il buddhismo può essere attuato in qualsiasi luogo e situazione: l'educazione, l'economia, la cultura, la medicina, il servizio militare, la guerra, la pace, ecc. Là dove sono presenti consapevolezza, concentrazione, comprensione e compassione c'è il buddhismo.
Non sono necessarie un'appartenenza religiosa formale o la partecipazione a determinati riti per praticare il buddhismo.
Thich Nhat Hanh
giovedì, 03 luglio 2008
Lo Zen del silenzio è lo Zen del fermarsi mentre il mondo turbina intorno a noi.
Ma non con indifferenza, bensì con compassione.
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Taebi

lunedì, 23 giugno 2008
L'insegnamento del Dharma e' una cosa preziosa,
colmera' il tuo cuore come una riugiada sottile.
Rendera' chiara la tua mente,
e profonda la tua visione.
Ravvivera' la tua comprensione,
accendera' la tua compassione.

mercoledì, 18 giugno 2008
L’immigrazione, o più in generale la migrazione degli esseri umani, è oggi dovuta a due cause principali: le guerre e i cambiamenti climatici, con il loro carico di morte, violenza. miseria, fame e sete.
Sia le guerre che i cambiamenti climatici sono dovuti all’ignoranza, avidità e incuria umana.
Negare il diritto agli esseri umani di cercare sicurezza e sostentamento lontano da questi veleni, rappresenta un’ulteriore causa di sofferenze indicibili.
Iniziamo a nutrire la consapevolezza e la compassione dentro di noi da subito.
Non si può più rimandare. Se lo capiamo, per quanto piccoli e incerti saranno i nostri primi passi sulla Via, andranno comunque nella direzione giusta.

lunedì, 16 giugno 2008
E’ preoccupante che nella cosiddetta “civiltà dei consumi” non si sia sviluppata un’arte del consumare consapevolmente.
Anzi, si direbbe che la pressione del “mercato” sia diretta a diminuire il più possibile questa consapevolezza.
La pratica del Dharma, passa irrinunciabilmente attraverso la costruzione di un’arte del consumo consapevole. Un retto consumo è strettamente interconnesso con la qualità della coscienza.
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Taebi
http://www.bodhidharma.it
martedì, 27 maggio 2008
C’è sempre una speranza, anche quando sembra che per noi non ci sia più posto.
Anche nell’aver paura è presente la possibilità di liberarci.
Perfino nella disperazione è presente il seme della compassione.
Siamo un campo da coltivare, quali sono i semi più importanti?
Le sei perfezioni, ricordiamole, sono:
Generosità Dana
Moralità Sila
Pazienza Kshanti
Energia Virya
Consapevolezza Dhyana
Comprensione Prajna
Questi semi sono sempre presenti in qualunque altro seme, in qualunque formazione mentale.
Anche se soffriamo, possiamo sempre praticare.
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Taebi
lunedì, 26 maggio 2008
Essere riconoscenti è indispensabile per essere felici.
Prendo coscienza ogni giorno di quanto devo ad altri per tutto ciò che ho.
La mia vita proviene dai miei genitori.
Il mio benessere materiale è intrecciato col loro lavoro e col lavoro di molti altri.
La mia istruzione ha radici nell’aiuto di maestri ed insegnanti che hanno creduto in me.
La mia libertà ha le sue radici nel sacrificio di molte persone che l’hanno difesa.
Non avrei potuto costruire nulla, capire nulla, godere di nulla senza molto aiuto da parte di tutti.
Con gratitudine mi rendo conto di tutte queste presenze in me.
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Taebi
giovedì, 06 marzo 2008
Le "Icone del Bue" rappresentano un'allegoria della ricerca della buddhità da parte del praticante. Il bue rappresenta la mente, in un primo tempo inconsapevole, in seguito addestrata, domata ed infine risolta nella Vera Natura buddhica.
L'allegoria descrive le fasi della ricerca e dell'illuminazione del praticante e si conclude con il ritorno fra gli uomini di colui che è ormai trasformato in un Bodhisattva, in grado di condividere la propria felicità con gli altri.
Entrata alle Icone del Bue
Le Icone del Bue
Buona lettura,
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Taebi
www.bodhidharma.it
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